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Inaugurazione della Pinacoteca Civica

A un anno dal sisma, con un nuovo allestimento
Quando 19/05/2013
dalle 17:00 alle 18:45
Dove Pinacoteca Civica, piazza Andrea Costa, 10
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A un anno dal sisma del 29 maggio 2012, domenica 19 maggio celebreremo il recupero di una preziosa risorsa di Pieve:

la Pinacoteca Civica sarà inaugurata dopo i lavori di restauro e ripristino conseguenti al terremoto.

I lavori hanno consentito una riorganizzazione degli spazi espositivi e una migliore fruizione delle opere, una riorganizzazione di quelle moderne e contemporanee e l'esposizione di tre importanti opere d'arte antica, dalla inagibile Collegiata di Santa Maria Maggiore.

 

PROGRAMMA

  • ore 17.00 - Piazza Andrea Costa 

Riapertura della Pinacoteca Civica

InterverrannoCarla Di Francesco Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna; Luigi Ficacci Soprintendente per i Beni Artistici Etnoantropologici delle Provincie di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini

IntrodurrannoSergio Maccagnani Sindaco di Pieve di Cento, Gianni Cavicchi Assessore alla Conservazione e Valorizzazione del Patrimonio Storico e Artistico

Mostra temporaneaFotografie di Gian Luigi Saraceni - La finestra sul portico - Visioni minime di una città - La mostra è riallestita com’era e dov’era prima del terremoto

 


Riapre la Pinacoteca

Un anno fa il terremoto sembrava aver messo fine alla normalità della nostra vita quotidiana, alle nostre certezze e speranze. Inagibili molte case e monumenti, Sala del Consiglio Comunale, Teatro, Chiese, Musei, abbiamo pensato: il nostro passato è finito, il nostro futuro compromesso, i nostri comportamenti da reinventare.

Poi complici le sopite forze sotterranee e il prevalente sentimento di rivalsa, tutti abbiamo reagito alla paura. Così abbiamo visto straordinari interventi d’urgenza, cantieri anche privati all’opera, attività commerciali riprese con coraggio; spiragli di vita collettiva nella piazza che si è rianimata, nel Voltone restaurato e riaperto alla viabilità, nella riapertura del Museo della canapa di Porta Asìa, uno dei simboli del paese.

E oggi riapre le porte la Pinacoteca Civica, restaurata e rinnovata, nuovamente pronta a raccontare ancora a cittadini e visitatori la storia e la vita culturale di Pieve di Cento, con la esposizione dei suoi tesori custoditi nei secoli, espressione di un valore collettivo di sentimenti, volontà, progetti e idee tali da richiamare qui artisti che hanno lasciato il loro segno nella storia dell’arte italiana e internazionale.

Ritornano a noi gli antichissimi corali miniati, opere tre-quattrocentesche come il piccolo trittico di Simone de’ Crocifissi e la Madonna lignea policroma; i dipinti provenienti dalle soppresse chiese e confraternite in epoca napoleonica che formano il nucleo più antico della nostra Pinacoteca. Un percorso di visita dal ‘500 al ‘700 che illustra il fermento culturale che qui si è vissuto, con la presenza di pittori bolognesi e ferraresi, artisti veneti e la rappresentanza degli allievi del Guercino.

E ancora da riscoprire o riammirare altri tesori: dalla raccolta di dipinti antichi donati dal prof. Masi, fino ai disegni di Alessandro Guardassoni, preparatori per gli affreschi della Collegiata. Poi la rinnovata sala delle sculture con opere di Antonio Alberghini e di maestri dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’arte contemporanea è rappresentata da numerose firme che con le loro donazioni hanno onorato e premiato la attenzione che da decenni Pieve riserva ai temi dell’arte e della cultura: Pirro Cuniberti, Norma Mascellani, Velda Ponti, Severo Pozzati, Efrem Tavoni , alcuni dei tanti.

Conclude il rinnovato percorso di visita uno straordinario ed unico patrimonio donato da Maria Gioia Tavoni e Stefano Benfenati: due raccolte di vetri d’arte italiani ed europei delle più pregiate manifatture; e vetri di artistici realizzati da mastri veneti su disegno di Alberto Martini facenti parte della collezione del dott. Giorgio Anderloni.

Una Pinacoteca patrimonio della comunità salvato più volte: per la cura dei nostri antenati, dalle spoliazioni napoleoniche, dalle guerre, dal recente terremoto. Salvato anche da tutti quanti credono e crederanno nel valore dell’arte come bene, passione e attenzione per cose belle cui si vuole bene.

Gianni Cavicchi 

 
 
 

 

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