Doc In Tour 2012

Racconti dall’Italia di ieri e di oggi oggi
Quando 02/05/2012
dalle 20:45 alle 22:50
Dove Teatro Comunale "Alice Zeppilli" – Palazzo Comunale, Piazza Andrea Costa 17
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 DOC IN TOUR è una rassegna di documentari promossa da:

  • Regione Emilia-Romagna, Ass.Cultura, Sport, Progetto Giovani
  • FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) Emilia-Romagna
  • Cineteca di Bologna
  • Progetto Fronte del Pubblico
  • D.E-R (Documentaristi Emilia-Romagna)

 

Tutti gli appuntamenti di DocInTour sono a INGRESSO GRATUITO

A Pieve è a ingresso gratuito anche la maratona Maradoc del 18 maggio

L'inizio delle proiezioni è alle ore 20:45 tranne il 18 maggio, quando per la maratona MARADOC le proiezioni inizieranno alle ore 20:00 

... vai al CALENDARIO COMPLETO della rassegna

 
Racconti dall’Italia di ieri e di oggi oggi


  • Genuino clandestino

di Nicola Angrisano, 70’  

Decine di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani si uniscono nell’attacco alle logiche economiche e alle regole di mercato cucite sull’agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti, l’agricoltura contadina, l’immenso patrimonio di saperi e sapori della terra. Da questa rete nasce la campagna Genuino Clandestino, con donne e uomini da ogni parte d’Italia che si auto-organizzano in nuove forme di resistenza contadina. Mentre la burocrazia bandisce dal mercato migliaia di piccoli produttori, il consumatore continua a subire, spesso inconsapevolmente, modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire genuinità ed affidabilità dei cibi.
“Attraverso il lavoro, le situazioni e le voci dei contadini ‘clandestini’, Insu^tv racconta questa campagna, semplice nel suo messaggio, ma determinata nelle sue forme, insieme alle implicazioni in materia di democrazia del cibo, sviluppo economico, salvaguardia dell’ambiente e accesso alla terra." (Nicola Angrisano)

 
  • Licenziata
di Lisa Tormena, 26’

La storica fabbrica faentina di calze Omsa chiude dopo 50 anni per delocalizzare in Serbia, licenziando 350 persone, quasi tutte donne. Un gruppo di queste operaie in cassa integrazione decide di raccontare la propria storia di rabbia e delusione attraverso il teatro di strada. Il film narra la vicenda dell’Omsa tramite questo percorso di lotta decisamente originale, racconta l’incontro tra teatro e sindacato e la battaglia tenace di queste donne. Operaie che non perdono la speranza che ci possa essere, anche per loro, quasi tutte tra i 40 e i 50 anni, un nuovo e dignitoso futuro come lavoratrici.

 “Abbiamo sviluppato il documentario vivendo con le donne il loro quotidiano; innanzitutto la frantumazione dell’esistente, quindi i laboratori teatrali, poi le singole iniziative e infine il ‘dietro le quinte’. Una sorta di osservazione discreta in cui, attraverso l’elaborazione e l’organizzazione delle brigate teatrali, le operaie hanno raccontato loro stesse, la fabbrica, il dramma della perdita del lavoro. In più abbiamo vissuto il momento in cui attorno a queste donne coraggiose ha cercato di concentrarsi (e stringersi) un intero mondo, in una sola città e in una sola settimana." (Luisa Tormena)

 

  • Viaggio nel mondo dell’estorsione cap. 1. L’antiracket
di Maria Martinelli, 50’

Il documentario sull’antiracket prende vita nel novembre 2009 da un idea di Maria Martinelli e Vincenzo Vasile. Inizialmente si concentra sul lavoro di Tano Grasso, ideatore dell’associazionismo antiracket in Italia e per molti anni Presidente nazionale della FAI, Federazione delle Associazioni antiracket e antiusura Italiane. Di seguito, nel suo sviluppo, il progetto incontra le realtà delle Associazioni di Lamezia Terme in Calabria e di ‘Libero Futuro’ e ‘Addio Pizzo’ a Palermo. Racconta gli inizi dell’associazionismo negli anni ‘90 fino all’attività dei giorni nostri. Racconta della battaglia compiuta ogni giorno contro l’estorsione, e di come si possa pensare ad un futuro possibile senza mafia.

“Mentre lavoravo alla realizzazione del documentario L’antiracket mi rendevo conto che la novità del racconto stava nella lucidità e determinatezza con cui un collettivo, l’associazionismo antiracket, formulava la sua strategia, come in una guerra. Guerra che una parte del nostro paese è costretta a combattere mentre  l’altra, troppo spesso, rischia di viverla come una problematica a lei estranea e si limita a guardare.” (Maria Martinelli)

 

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