Doc In Tour 2012

MARADOC
Quando 18/05/2012
dalle 20:00 alle 23:50
Dove Teatro Comunale "Alice Zeppilli" – Palazzo Comunale, Piazza Andrea Costa 17
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 DOC IN TOUR è una rassegna di documentari promossa da:

  • Regione Emilia-Romagna, Ass.Cultura, Sport, Progetto Giovani
  • FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) Emilia-Romagna
  • Cineteca di Bologna
  • Progetto Fronte del Pubblico
  • D.E-R (Documentaristi Emilia-Romagna)

 

Tutti gli appuntamenti di DocInTour sono a INGRESSO GRATUITO

A Pieve è a ingresso gratuito anche la maratona Maradoc del 18 maggio

L'inizio delle proiezioni è alle ore 20:45 tranne il 18 maggio, quando per la maratona MARADOC le proiezioni inizieranno alle ore 20:00 

... vai al CALENDARIO COMPLETO della rassegna

 

MARADOC 

  • 18 ius soli. Il diritto di essere italiani 

di Fred Kudjo Kuwornu, 52’

18 Ius Soli è il primo documentario grass-roots italiano ad affrontare il tema del diritto di cittadinanza per chi è nato e cresciuto in Italia da genitori immigrati. Ragazzi nati in Italia, che studiano nel nostro Paese, che parlano la nostra lingua e i nostri dialetti, molto probabilmente non sono nemmeno mai stati nel paese d’origine dei loro genitori né spesso ne parlano la lingua. Eppure non sono riconosciuti cittadini italiani come tutti gli altri. Per ottenere la cittadinanza italiana devono infatti sottoporsi al compimento del 18° anno di età ad un iter burocratico lungo e complesso, che non sempre termina con esiti positivi per il richiedente.

Vincitore del Premio Mutti e Official Selection al Festival del Cinema Africano. Il documentario è stato acquistato da SKY e RAI e sarà trasmesso nel 2012.

 

  • Arctic spleen 

di Piergiorgio Casotti, 15’

Un viaggio personale e intimo, sociale e psicologico all’interno del mondo giovanile groenlandese dove natura, violenza, noia ed una forte eredità culturale stanno da anni reclamando il più alto e triste dei tributi. Quello di centinaia di giovani vite. Qui in Groenlandia la nostra concezione di vita e di morte vacilla, le priorità invertite, gli elementi mescolati. Qui in Groenlandia il due percento dei giovani si suicida ogni anno.

 

  • Al Cusna, le radici del canto, la memoria del cuore 

di Elisa Mereghetti, Marco Mensa, 48’

Al Cusna è un omaggio alla cultura locale del territorio appenninico reggiano. Il documentario racconta di un viaggio nella montagna, tra passato e presente. Protagonista è Mara Redeghieri, eclettica cantante dello storico gruppo degli Ustmamò. Maggi, befane, ottave rime, stornelli, canti di pastori e sante: qui si muove la ricerca letteraria e musicale di Mara, che si immerge nella tradizione del canto locale con rispetto e curiosità, reinterpretandola in modo sorprendentemente moderno.

“Al Cusna rappresenta il nostro secondo momento di fascinazione profonda per il territorio dell’Appennino Reggiano. Il primo documentario realizzato in loco (In tel fade) esplorava il rapporto tra paesaggio e memoria attraverso l’opera fotografica di Amanzio Fiorini, fotografo di Nismozza. Al Cusna ruota attorno alla figura carismatica di Mara Redeghieri e alla sua esplorazione musicale e esistenziale. Un’esperienza condivisa, di ascolto reciproco tra noi e l’artista, per trovare la sintesi creativa tra il racconto per immagini, il canto, e l’incontro emozionante con i portatori di memoria.” (Elisa Mereghetti, Marco Mensa)

 
  • Golpe nella prigione verde 

di Roberta Ferrari, 55’

Location di reality show, amata dai turisti, l’Honduras ha un ruolo politico cruciale: è una vera e propria prigione verde. Negli anni 80, gli Usa trasformarono l’Honduras in torre di controllo sui movimenti di liberazione centroamericani e fu un’epoca di terrore in cui venne promulgata la Costituzione, redatta da una spietata oligarchia, tuttora al potere. Una costituzione che il presidente Zelaya avrebbe voluto cambiare, senza riuscirvi perché…

“Stavamo protestando pacificamente quando è arrivato l’esercito, (…) sparavano veramente, ci sono feriti, persone picchiate, arrestate, morte. Hanno arrestato più di 300 persone. Ci rivolgiamo al mondo!” Queste le parole urlate da uno dei manifestanti che, appreso del golpe, si è precipitato in strada per protestare. Come non rispondere a un tale appello? Il girato realizzato da Ramon Hernandez, filmmaker honduregno che il giorno del golpe si è precipitato armato di telecamera a documentare l’occupazione militare della casa presidenziale, ci ha permesso di raccontare le ore immediatamente successive al golpe, aggiungendo un immenso valore all’impatto visivo.” (Roberta Ferrari)

 

  • Loro della munnizza 

di Marco Battaglia, Gianluca Donati, Laura Schimmenti, Andrea Zulini, 50’

Non temono la fatica, i Cenciaioli di Palermo, volti segnati dal sole e le mani dure di chi ha faticato da sempre. Loro della Munnizza racconta il percorso di questi storici ‘operatori ecologici’, professionisti da generazioni del riciclo di materiali dalla spazzatura. Sin dagli Anni ’50, nei gironi infernali della discarica di Bellolampo, rovistavano tra montagne maleodoranti di rifiuti per separarli e rivendere le materie prime raccolte. Negatogli l’accesso in discarica i cenciaioli scendono in città e iniziano a setacciare tutti i quartieri con le loro motoape per raccogliere cartone, ferro, alluminio, ma anche indumenti, utensili e gli oggetti più disparati.

“Abbiamo sentito l’urgenza di documentare lo scempio ecologico di Palermo e abbiamo deciso di raccontare il mondo dei cenciaioli attraverso Gabriele Dulcetta e i lavoratori dell’Apas. Giorno dopo giorno abbiamo scoperto le storie umane di chi ha trovato una possibilità di sopravvivenza nella spazzatura, l’orgoglio profondo verso l’abilità di ricavare e riciclare materiali ma soprattutto abbiamo scoperto come i cenciaioli in un contesto di inciviltà e incuria diffusa abbiano sviluppato ‘ante litteram’ una vera e propria coscienza ecologica.” (Marco Battaglia, Gianluca Donati, Laura Schimmenti, Andrea Zulini)

 

  • La sospensione 

di Matteo Musso, 40’

Il film racconta i dieci giorni di sospensione che un diciassettenne, Nid, deve affrontare in un istituto tecnico professionale di Bologna.

“La sospensione è il mio primo film. Si tratta di un documentario nella misura in cui nulla di ciò che ho filmato è stato messo in scena o preparato preventivamente. In fase di montaggio ho poi trovato che il materiale a disposizione mi portava a costruire una sorta di drammaturgia intorno al personaggio che più mi aveva attratto, il piccolo Nid. Credo che ciò che ne è risultato sia, oltre al ritratto di un ambiente scolastico, un personale racconto sulla fine dell’adolescenza, e sulle esitazioni e le turbolenze di quel delicato passaggio della vita.” (Matteo Musso) 

 

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