Doc In Tour 2012

Armi e guerra
Quando 16/05/2012
dalle 20:45 alle 22:50
Dove Teatro Comunale "Alice Zeppilli" – Palazzo Comunale, Piazza Andrea Costa 17
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 DOC IN TOUR è una rassegna di documentari promossa da:

  • Regione Emilia-Romagna, Ass.Cultura, Sport, Progetto Giovani
  • FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) Emilia-Romagna
  • Cineteca di Bologna
  • Progetto Fronte del Pubblico
  • D.E-R (Documentaristi Emilia-Romagna)

 

Tutti gli appuntamenti di DocInTour sono a INGRESSO GRATUITO

A Pieve è a ingresso gratuito anche la maratona Maradoc del 18 maggio

L'inizio delle proiezioni è alle ore 20:45 tranne il 18 maggio, quando per la maratona MARADOC le proiezioni inizieranno alle ore 20:00 

... vai al CALENDARIO COMPLETO della rassegna

 

Armi e guerra

  • Standing Army Esercito permanente

di Thomas Fazi, Enrico Parenti, 75’ 

L’elezione di Obama è stata accolta in tutto il mondo come l’inizio di una stagione politica radicalmente diversa da quella di Bush. Una stagione orientata alla pace e al dialogo. E gli appassionati discorsi del neo-presidente americano sembrerebbero alimentare questa speranza. Ma nell’ambito della politica estera e militare l’amministrazione Obama differisce davvero così tanto da quelle precedenti? Perché il numero delle basi continua a crescere? E chi tira veramente i fili della politica estera Usa?

“Il tema delle basi militari da sempre riveste molto fascino e soprattutto pone numerosi interrogativi. Ma un’analisi seria dal punto di vista documentaristico non era stata fatta. Per questo abbiamo deciso di avventurarci in un’inchiesta che ci avrebbe portati in più di 3 continenti e in 6 differenti paesi. Questo lavoro ha fruttato questo documentario: un inchiesta a 360 gradi che unisce alle parole di esperti mondiali quali Noam Chomsky, Gore Vidal, Chalmers Johnson, Edward Luttwak ed altri le scioccanti testimonianze di chi è stato toccato in prima persona dalla presenza delle basi: gli abitanti di Vicenza che si oppongono a una nuova struttura militare a pochi passi dal centro cittadino; la popolazione dell’isola giapponese di Okinawa, che condivide il suo piccolo lembo di terra con 35.000 soldati statunitensi; gli indigeni dell’isola di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, cacciati per far spazio a una base navale americana; e gli uomini e le donne che spesso vengono spediti a prestare servizio in paesi lontani, senza sapere bene cosa li aspetterà.” (Thomas Fazi, Enrico Parenti)

 

 

  • Warology. Operazione  l’altra guerra

di Morgen Menegazzo, 85’

Esperti di strategia militare, ufficiali di punta dell’Esercito, scienziati e uomini politici si confrontano in una conversazione senza tregua dal ritmo serrato. Cos’è la ‘guerra’ ai giorni nostri? Quali sono le differenze con il passato? Attraverso tematiche scomode e ai più sconosciute si delinea così il quadro poco incoraggiante di una nuova cultura del conflitto, sempre più invisibile e asservita da una scienza senza limiti che ha un unico credo: immaginare l’impensabile.

“Warology è un documentario sul senso della guerra, ma non solo, è soprattutto un’indagine sulla nostra contemporaneità, sugli aspetti che legano il moderno e multiforme belligerare all’esigenza odierna dell’essere uomini. Un’analisi che tenta di scandagliare la dimensione più prettamente tecnica, attraverso le evoluzioni che il concetto di guerra ha subito e innescato nei tempi, senza dimenticare però quella più intima, al riparo da riflettori e da dichiarazioni giornalistiche sensazionali che si manifesta inconsapevolmente nella vita di tutti i giorni.

Un tentativo di comprendere lo spirito dei tempi in cui viviamo attraverso una questione onnipresente nella vita e nella storia dell’uomo: l’opposizione, lo scontro, il rapporto con l’altro, ma anche con tutto ciò che risulta diverso, estraneo, che si fatica a comprendere.

Al di là del riferimento istintivo a ‘guerra non convenzionale’ o alla denominazione ‘operations other than war’, per ‘Altra’ si intende per l’appunto una guerra giocata e intrapresa con tutto ciò che è altro da sé, di difficile immedesimazione, che è nascosto, invisibile, ma soprattutto con tutto ciò di cui non si ha consapevolezza.

Si tratta di un percorso in divenire che non intende fornire una lettura univoca né tantomeno risolvere interrogativi, ma riservare allo spettatore una parte attiva, proponendogli spunti di riflessione, stimoli capaci di spronarlo a intraprendere nuovi percorsi di pensiero.

Un ruolo importante a questo proposito è anche affidato alla pratica del ‘found footage’, ossia al montaggio di materiali filmici preesistenti, immagini strappate al loro contesto d’origine che richiedono allo spettatore di essere percepite attivamente, sia in qualità di documenti che come prefigurazioni talvolta immaginarie o ironiche degli aspetti più impensabili della guerra oggi.” (Morgan Menegazzo)

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