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L'AUSL riduce le attività di cura

La risposta dei sindaci di Pieve, Argile e Granarolo

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO SULLA DECISIONE DELL’AUSL CIRCA LA RIDUZIONE DELLE ATTIVITÀ DI CURA PRIMARIE

 

Con una lettera di pochissime righe, senza esplicitarne la motivazione, l’AUSL di Bologna comunica che “si rileva l’opportunità di dimensionare l’offerta delle attività primarie” in alcuni Comuni della Provincia di Bologna. Non ci stanno  il Sindaco di Pieve di Cento, Sergio Maccagnani, il Sindaco di Granarolo Emilia Loretta Lambertini ed il Sindaco di Catello d’Argile Michele Giovannini. “Con questa lettera ci vengono comunicati diversi tagli e chiusure di servizi e attività sul territorio. Per esempio, nel poliambulatorio di Pieve e di Granarolo , non ci saranno più gli ambulatori che garantivano i vaccini ai bimbi più piccoli perché verranno trasferiti rispettivamente  a San Pietro in Casale e al Pilastro”. Una decisione unilaterale del managment inaccettabile nel metodo e nel merito.  “Prima dell’estate, il Direttore del Distretto Mario Lavecchia, ci aveva comunicato che la chiusura avrebbe riguardato solo il periodo estivo fino al 15 Settembre, caratterizzato dalle ferie di molti operatori. Oggi apprendiamo che la chiusura sarà permanente. Il servizio vaccinazioni di Pieve ha fornito oltre 1204 vaccinazioni nel 2012 ai tanti bambini nati fra Pieve di Cento e Castello d’Argile con una media di oltre 25 vaccinazioni per seduta. Stessa situazione a Granarolo, un territorio in espansione con aumento dei nati ed eccellenza di servizio.   Agli amministratori spetta di valutare attentamente le esigenze, i problemi di mobilità insieme alla razionalità dei servizi.

 “L’Ausl di Bologna pensa di risparmiare risorse riducendo questi servizi? E’ così che vengono tutelate le fasce più deboli della cittadinanza? Da Castello d’Argile per esempio oggi le mamme con bambini dovranno prendere due autobus per arrivare a San Pietro, così come notevoli saranno i disagi per i cittadini di Granarolo”. I Sindaci  proseguono  poi rivendicando le modalità con le quali l’Azienda prede le decisioni: “Siamo i primi cittadini eletti dalle comunità. Apprendere attraverso una nota di poche righe la chiusura di un servizio così importante non è rispettoso da parte di chi viene nominato e troppo spesso non è tenuto a rispondere a nessuno. La strategia e le politiche socio-sanitarie di questo territorio devono essere definite insieme, Azienda e Amministrazioni. Il ruolo dei Sindaci è quello di  protagonisti, non di spettatori.” I Sindaci hanno chiesto un immediato confronto in sede di distretto e la revoca di questi provvedimenti organizzativi.   

Pieve di Cento, 1 ottobre 2013 

Sergio Maccagnani, Sindaco di Pieve di Cento

Loretta Lambertini, Sindaco di Granarolo

Michele Giovannini, Sindaco di Castello d’Argile

 
 
 
 
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