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14.12.12 - Salvati dal terremoto

Opere d'arte dei centri storici tra Bologna e Ferrara

Salvati dal terremoto

Dipinti e sculture dai centri storici tra Bologna e Ferrara

Palazzo Fava, Palazzo delle Esposizioni

Via Manzoni 2, Bologna

Tra le opere in mostra, anche molte delle tele salvate dalla Collegiata di Santa Maria Maggiore di Pieve di Cento

La mostra, promossa da

Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna, Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini

sarà aperta dall’8 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013

da martedì a domenica, ore 10-19

Chiuso il lunedì, 25 dicembre 2012 e 1 gennaio 2013

 

Salvati dal Terremoto

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dal comunicato stampa:

Le drammatiche scosse degli eventi sismici registrate il 20 e il 29 maggio 2012 hanno inferto danni gravissimi al patrimonio artistico dell’area bolognese, ferrarese, modenese e reggiana. Centri storici quali Cento, Crevalcore, Galliera, Pieve di Cento e Sant’Agostino, gravitanti nel territorio tra Bologna e Ferrara, hanno visto seriamente compromessi, per cedimenti, crolli e fessurazioni pericolose, i principali edifici ecclesiastici antichi, con il rischio della perdita di importanti opere d’arte che vi erano conservate. Gli interventi eroici dei Vigili del Fuoco e l’impegno dei Funzionari delle Soprintendenze hanno messo in sicurezza le opere mobili di maggior pregio, ora ricoverate nelle vaste sale del Palazzo Ducale di Sassuolo, negli ambienti messi a disposizione da privati a Pieve di Cento, nei depositi allestiti presso Art Defender a Bologna e in quelli presso la stessa Pinacoteca Nazionale di Bologna.

La mostra che verrà a Bologna nella sede di Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni –  venerdì 7 dicembre 2012 alle ore 11 – si propone di attirare l’attenzione del pubblico sulla gravità della condizione e sullo stato di precarietà in cui versano gli edifici lesionati e di informarlo circa i rischi di cancellazione di testimonianze storiche delle diverse comunità civiche.

Verranno esposte alcune opere molto importanti di scuola bolognese dal Cinquecento al Settecento. Tra queste la grande pala di Ludovico Carracci della Pinacoteca Civica di Cento (uno dei capolavori del grande maestro bolognese, firmato e datato 1591), due importanti dipinti del Guercino (la giovanile Sibilla della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento; la grande Annunciata della collegiata di Pieve di Cento, del 1646), due pale d’altare di Ubaldo Gandolfi e inoltre solenni, austeri e seducenti dipinti di Lorenzo Sabbatini, Denys Calvaert, Alessandro Tiarini, Giovan Francesco Gessi, Ludovico Lana e altri; testimonianze significative della pittura emiliana che per lungo tempo saranno sottratte alla pubblica visione in conseguenza della precarietà strutturale degli edifici che finora le hanno custodite, sia ecclesiastici che civili.

La mostra – promossa dalla Fondazione Carisbo in collaborazione con la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna e la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini – è a cura di Luigi Ficacci e Angelo Mazza ed è accompagnata da una pubblicazione curata da Graziano Campanini, Angelo Mazza ed Elena Rossoni, edita da Bononia University Press.

 

maggiori informazioni presso:

www.genusbononiae.it

facebook.com/genusbononiae

twitter.com/genusbononiae

flickr.com/photos/genusbononiae

Per scaricare le immagini dei dipinti in mostra (14 mb):www.genusbononiae.it/cartelle_stampa/Dipinti_mostra_Salvati_dal_terremoto.zip 
 

Elenco delle opere di Pieve di Cento in esposizione

Guercino - 1,10 MBA Pieve di Cento il sisma del 29 maggio ha causato, oltre ai danni sugli edifici pubblici, il crollo della cupola della Collegiata di Santa Maria Maggiore. Le macerie sono cadute al centro del transetto e la chiesa, strutturalmente compromessa, è rimasta esposta alle intemperie. Dopo la messa in sicurezza del tamburo, tra il 25 e il 28 giugno  le importantissime opere d’arte presenti, eseguite da artisti quali Lavinia Fontana, Bartolomeo Passerotti, Guido Reni, lo Scarsellino e il Guercino, sono state trasferite, insieme al prezioso Cristo crocifisso ligneo dei secoli XIV-XV, nella sede del Museo Magi di Pieve di Cento.

  • Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666)

Annunciazione

Olio su tela, cm 323 x 198

Pieve di Cento, collegiata di Santa Maria Maggiore

È ricordata da Carlo Cesare Malvasia nel 1678 sotto l’anno 1646: “Una tavola d’altare con l’Annontiata per li signori Mastellari della Pieve, posta nella loro Chiesa”. A quell’anno risalgono in effetti i pagamenti, come riporta il libro dei conti dell’artista, allora da pochi anni trasferito a Bologna. Si trovava in origine sull’altare maggiore della chiesa dell’Annunziata annessa al collegio dei padri Scolopi. Uno sguardo all’Annunciazione di Ubaldo Gandolfi, esposta nella medesima sala, mostra l’ascendente esercitato dal sublime modello del Guercino sulla tradizione bolognese, ben percepibile anche centotrent’anni dopo.

  • Giuseppe Varotti (Bologna 1715-1780)

San Giuseppe Calasanzio riceve la visione di Maria

Olio su tela, cm 320 x 188

Pieve di Cento, collegiata di Santa Maria Maggiore

Già nella chiesa dell’Annunziata dei padri Scolopi, il dipinto fu eseguito dall’artista bolognese nel 1749, anno della beatificazione di Giuseppe Calasanzio da parte del papa Benedetto XIV Lambertini. Colpisce il contrasto luministico tra i giovani studenti, ospiti del collegio degli Scolopi, in ombra a sinistra in basso, e l’apparizione luminosa della Vergine con gli angeli, in alto; brano, quest’ultimo, che dichiara l’apertura dell’artista al gusto rocaille.

  • Jacopo Alessandro Calvi (Bologna 1740-1815)

San Giuseppe con il Bambino appare ai santi Antonio da Padova e Francesco di Paola

Olio su tela, cm 320 x 188

Pieve di Cento, collegiata di Santa Maria Maggiore

Eseguito per la chiesa dell’Annunziata dei padri Scolopi, annessa al collegio, il dipinto è passato in proprietà del Comune di Pieve che lo ha depositato nella Collegiata. Esempio paradigmatico del classicismo accademico bolognese, esibisce gli esiti dell’insegnamento presso l’Accademia Clementina, l’istituzione fondata agli inizi del Settecento grazie alla protezione di papa Clemente XI. La datazione è di molto posteriore alla pala di Giuseppe Varotti destinata alla medesima chiesa, qui esposta, del tutto simile per misure e formato.

... l'elenco complessivo delle opere in mostra>>

 Salvati dal terremoto - foto Giovannino Albanese

La sala di Palazzo Fava che ospita le opere (foto di Giovannino Albanese)

Salvati dal terremoto - foto Giovannino Albanese

(foto di Giovannino Albanese) clicca per ingrandire

 

La mostra è aperta fino al 6 gennaio 2013

da martedì a domenica, ore 10-19

 

Per informazioni:

telefono 051 19936305

www.genusbononiae.it

 
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