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28.11.11 - Il Consiglio dice sì a una Legge di iniziativa popolare sui rifiuti

Stemma del Comune di Pieve di Cento

Il consiglio del 28 novembre scorso ha approvato un ordine del giorno presentato dal Gruppo Consiliare “Democratici per Pieve” a sostegno di una Legge iniziativa popolare concernente la disciplina della produzione dei rifiuti.

La L.R. n. 34/1999 (“testo unico in materia di iniziativa popolare e referendum“ modificato dalla L.R. n. 8/2008) stabilisce infatti che l’iniziativa popolare delle leggi può essere esercitata da 5.000 elettori iscritti nelle liste elettorali dei Comuni della Regione Emilia Romagna; da ciascun Consiglio Provinciale e infine dai tanti Consigli Comunali che, singolarmente o complessivamente, raggiungono una popolazione di almeno 50.000 abitanti.

Forte dunque di questo diritto il consiglio comunale di Pieve di Cento ha approvato il PROGETTO DI LEGGE REGIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE dal titolo:

Disposizioni a sostegno della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata domiciliare con tariffa puntuale, e dell’impiantistica funzionale al riuso e al riciclaggio. Competenze dei Comuni per le operazioni di gestione del servizio di igiene urbana privi di rilevanza economica. Regolamentazione del ristoro ambientale collegato all’impiantistica di smaltimento e di recupero diverso dal riciclaggio


Il progetto di legge si pone i seguenti obiettivi:

  • massimizzare la riduzione della produzione dei rifiuti solidi urbani; 
  • massimizzare  l’avvio al riuso dei beni che possono avere ancora vita utile; 
  • massimizzare l’avio a riciclaggio della rimanente parte dei rifiuti solidi urbani;
  • minimizzare tendenzialmente a zero l’avvio a smaltimento e a recupero diverso dal riciclaggio dei rifiuti solidi urbani.

Intende perseguire quanto specificato spostando risorse dalle fasi di smaltimento e di recupero (diverse dal riciclaggio) verso le fasi di riduzione, riuso e riciclo

favorendo soprattutto i seguenti strumenti:

  • favorendo le molteplici azioni che possono essere attivate rivolte a riduzione e riuso dei rifiuti;
  • favorendo la riconversione del sistema di raccolta verso la raccolta domiciliare, porta a porta, finalizzata al recupero di materia;
  • introducendo la tariffa puntuale, legata alla raccolta domiciliare, che mira a responsabilizzare gli utenti, sia famiglie che attività,  sulla quantità e qualità dei rifiuti prodotti e consegnati al servizio;
  • favorendo lo sviluppo dell’intera filiera impiantistica legata al riuso e al riciclaggio dei beni e delle materie provenienti dai rifiuti;
  • restituendo ai comuni maggiori poteri nella gestione dei rifiuti, in particolare per la fase della raccolta;
  • regolamentando il ristoro ambientale e finalizzando il suo gettito agli obiettivi predetti;
  • premiando i comuni che minimizzano i rifiuti destinati a smaltimento o recupero diverso dal riciclaggio sia tramite sgravio sul ristoro ambientale sia con altre premialità.

Il progetto di legge si propone di creare le condizioni, anche e soprattutto con meccanismi automatici, perché i Comuni che mirano a ottenere, o hanno ottenuto, i migliori risultati di riduzione dei rifiuti, riuso dei beni e di riciclaggio, siano avvantaggiati rispetto a quelli che non si impegnano in tal senso, e perché gli sforzi di migliorare le rese e la qualità della raccolta differenziata trovino sempre uno sbocco sicuro nell’impiantistica del riciclaggio.

... scarica il testo del progetto di legge di iniziativa popolare>>

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