Don Adriano Pinardi ha donato alla nostra biblioteca il diario della maestra Maria Alberghini

Pubblicata il 15 giugno 2022 | Cultura

La nostra Biblioteca ha ricevuto in dono, grazie alla generosità di don Adriano Pinardi, un preziossisimo diario appartenuto alla maestra Maria Alberghini che descrive i primi mesi dell'anno scolastico 1956-57 nella scuola elementare E. De Amicis a Pieve di Cento. La classe raccontata e descritta è una prima femminile.

Nessuno meglio di Don Adriano Pinardi, che ha finora custodito questa importantissima testimonianza, può raccontarci il valore di questa donazione e della maestra Maria Alberghini:

"Quando ero alle superiori ritrovai, durante una “raccolta della carta”, un vecchio diario di un'insegnante delle elementari che iniziava un nuovo ciclo. Lo lessi con interesse perchè mi sarebbe piaciuto insegnare nella scuola. Lo conservai nella mia libreria. Quando studiai pedagogia, capii che era un documento molto importante, per il momento n cui fu scritto. Erano gli anni in cui la scuola iniziava un cammino nuovo, con programmi forti, chiari e anche belli, che avrebbero caratterizzato l'insegnamento per i trent'anni anni successivi.
 Il diario accompagna e descrive i primi mesi dell'anno scolastico 1956-57 nella scuola elementare E. De Amicis a Pieve di Cento. La classe raccontata e descritta è una prima femminile. 
 L'insegnante, Maria Alberghini, sposata Correggiari, pievese, aveva 56 anni e avrebbe insegnato ancora per altri nove anni.
 Attenta a cogliere le necessità delle piccole alunne da educare con gli strumenti a disposizione, in particolare con una grande capacità umana di porsi in relazione e di osservare.
 L'anno precedente, 1955, erano usciti i nuovi programmi ministeriali per la scuola primaria, programmi rimasti in vigore fino agli anni ottanta. E' nel solco di questi, che Maria Alberghini con entusiasmo imposterà il lavoro. 
 A differenza dei programmi precedenti, più caratterizzati da una retorica militaresca (Ministro Bottai, 1934), oppure impegnati a contribuire alla rinascita nazionale nell'immediato dopoguerra (programmi del 1945), i programmi del 1955 presentano motivi che riscontriamo nelle pagine del diario, come:
 *la valorizzazione integrale della persona nelle sue coordinate intellettuali, morali, sociali, religiose; 
 *l'aderenza di tutto l'ordinamento didattico della psicologia infantile con le caratteristiche strutture della ciclicità (globalità-episodicità) e della gradualità (ritmo: osservare – riflettere – esprimere)
 *la realizzazione dell'unità d'insegnamento, intesa a rispettare e consolidare l'unità spirituale, cioè l'unità dell'essere
 *l'aggiornamento delle tecniche dell'insegnamento e dell'apprendimento con l'introduzione di mezzi didattici di particolare valore, come la drammatizzazione (quante piccole commedie...!) il disegno spontaneo, il canto (quanto faceva cantare...!)
 Il diario evidenzia come tutti questi motivi pedagogici, metodologici, didattici, abbiano un'unica finalità: la formazione della personalità integrale caratterizzata dal potere di stabilire rapporti armonici con la realtà naturale-sociale e con quella sovrannaturale.
 Bella la prima pagina, che dà valore all'accoglienza delle alunne chiamandole a vivere il nuovo anno scolastico come “il nostro primo incontro”.
 Credo proprio sia bello custodire nella nostra scuola elementare, ora biblioteca-pinacoteca-museo questo vivo ricordo. La nostra storia è costruita anche da piccoli quotidiani doni messi a disposizione da persone che hanno amato i più piccoli e il nostro paese."

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