Tu sei qui:Home / Aree tematiche / Turismo / Cosa visitare / Palazzi e Monumenti / Archivio storico-notarile

Archivio storico-notarile

Archivio storico-notarileE’ uno dei rari esempi in Italia di archivio notarile conservato nel luogo di origine, grazie alla volontà dei pievesi di mantenere qui i documenti in esso conservati. Si tratta degli atti che i notai redassero in Pieve dal 1458 al 1795. 

L'archivio di epoca seicentesca si trova in un ambiente piuttosto suggestivo, costituito da una unica stanza, dal soffitto a volta decorato, alle pareti della quale mobili di epoca, appositamente creati, raccolsero i documenti redatti dai notai attivi a Pieve di Cento in quei secoli. 

Isolato all’interno del Palazzo Comunale, in un piccola saletta che ha preservato intatta l’atmosfera di un tempo remoto, con il soffitto a volta decorato, con l’intero arredo originale interamente dipinto in cui sono ordinati i documenti che i notai hanno redatto a Pieve dal 1458 al 1795. E’ un unicum, un bene culturale di straordinaria importanza non solo perché testimonianza del patrimonio storico e artistico del territorio pievese, ma anche perché rappresenta uno dei rarissimi esempi in Italia di archivio notarile completo, creato e conservato nel luogo di origine.

Archivio storico-notarile

Ogni notaio o famiglia notarile aveva a disposizione un proprio spazio assegnato e indicato anche graficamente con nome e simboli nelle ante esterne degli armadi, simboli che a volte vengono ripresi nel dorso della rilegatura dei documenti; una sorta di logo ante litteram.

Un arredo essenziale  costituito da uno scrittoio e da due panche ci restituisce ancora oggi l'immagine della funzione svolta da questo luogo.

Archivio storico-notarileCompleta l'arredo di questo “scrinium” la cassetta dei “Testamenta secreta”, nella quale venivano depositati e secretati con sigillo in ceralacca i testamenti che dovevano restare segreti, secondo le volontà dei testatori.

Grazie all'intervento dell'Istituto per i Beni Artistici Culturali Naturali della Regione Emilia Romagna che ne ha curato e sostenuto economicamente il complesso progetto di restauro, nell'ambito del piano museale regionale, è stato possibile ripresentare al pubblico questo “tesoro”.

Nel corso dell’intervento di restauro  la documentazione è stata trasferita nei locali degli  Archivi Storici presso la Biblioteca Comunale, per poi essere ricollocata negli originali armadi dove oggi sono custoditi.