Ciak, sipario: Noi credevamo
ANNULLATO PER CARNEVALE
| Cosa |
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| Quando |
18/03/2012 da 04:00 pm al 06:00 pm |
| Dove | Teatro Comunale "Alice Zeppilli" – Palazzo Comunale, Piazza Andrea Costa 17 |
| Persona di riferimento | cultura@comune.pievedicento.bo.it |
| Recapito telefonico per contatti | 051 6862 620 |
| Aggiungi l'evento al calendario |
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La proiezione prevista alle ore 16 del 18 marzo del film di Mario Martone Noi credevamo è stata annullata per concomitanza con il Carnevale.
Cinema digitale: una scelta di film di qualità per adulti e bambini.
domenica 18 marzo - ore 16:00
appuntamento del cartellone per i grandi con
con
Noi credevamoDrammatico
Un film di Mario Martone. Con Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luigi Pisani, Andrea Renzi, Renato Carpentieri, Guido Caprino, Ivan Franek, Stefano Cassetti, Franco Ravera, Michele Riondino, Roberto De Francesco, Toni Servillo, Luca Barbareschi, Fiona Shaw, Luca Zingaretti, Alfonso Santagata, Peppino Mazzotta, Giovanni Calcagno, Vincenzo Pirrotta, Anna Bonaiuto, Rocco Capraro, Francis Pardeilhan, Romuald Andrzej Klos, Pino Calabrese, Leslie Csuth, Enzo Salomone, Edoardo Winspeare Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 170 min. - Italia, Francia 2010 - 01 Distribution
Tre ragazzi del sud (Domenico, Angelo e Salvatore) reagiscono alla pesante repressione borbonica dei moti del 1828 che ha coinvolto le loro famiglie affiliandosi alla Giovane Italia. Attraverso quattro episodi che li vedono a vario titolo coinvolti vengono ripercorse alcune vicende del processo che ha portato all'Unità d'Italia. A partire dall'arrivo nel circolo di Cristina Belgioioso a Parigi e al fallimento del tentativo di uccidere Carlo Alberto nonché all'insuccesso dei moti savoiardi del 1834. Questi eventi porteranno i tre a dividersi. Angelo e Domenico, di origine nobiliare, sceglieranno un percorso diverso da quello di Salvatore, popolano che verrà addirittura accusato da Angelo (ormai votato all'azione violenta ed esemplare) di essere un traditore della causa. Sarà con lo sguardo di Domenico che osserveremo gli esiti di quel processo storico che chiamiamo Risorgimento.
L'occasione del centocinquantenario dell'Unità d'Italia e il revisionismo storico dominante quasi impongono una rivisitazione del tema che Martone mette in scena. Le vicende (in parte storiche e in parte frutto di immaginazione) dei tre protagonisti accompagnano lo spettatore per tre ore e mezza circa e alla fine si finisce con il disperdersi nella pur acuta e documentata ricostruzione. Resta comunque viva, oltre alla consapevolezza di trovarsi dinanzi a un'opera non di occasione e sicuramente non celebrativa, la sensazione di una coazione a ripetere della politica italiana.
Oltre alla divisione in due fronti (all'epoca repubblicani e monarchici con tanto di trasmigrazioni da un fronte all'altro) emerge con assoluta chiarezza la quasi genetica incapacità a fare fronte comune, la spinta inarrestabile a dividersi, a diffidare gli uni degli altri all'interno dello stesso schieramento. La lettura con uno sguardo che ha origine al sud ribalta poi le tesi leghiste senza essere nostalgica della dominazione borbonica ma non nascondendosi le problematiche lasciate irrisolte da una fase storica di cui il popolo, come spesso accade, ha finito con l'essere più spettatore o oggetto che non protagonista in grado di decidere del proprio futuro. Il Parlamento vuoto in cui un determinato e non conciliante Crispi pronuncia il suo discorso marca simbolicamente la morte di un'utopia.
biglietti in vendita presso l'URP:
minori di 11 anni: € 3
adulti: € 5
... vai al cartellone 2011-12 di Ciak, sipario!>>
con la collaborazione di:



