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La nuova rete civica

La quinta porta di Pieve di Cento

P   Dopo mesi di lavoro è stata varata ufficialmente il 28 maggio la nuova rete civica del Comune di Pieve di Cento, grazie anche alla preziosa collaborazione dell'Unione Reno Galliera, prima in Emilia Romagna ad usare la piattaforma Plone e membro storico di PloneGov. Uno spazio virtuale completamente rinnovato con più servizi, più contenuti, maggiore flessibilità e più interattività percittadini, utenti e per l’organizzazione comunale.

 

GIOVEDI 3 GIUGNO si è tenuta la conferenza stampa di presentazione nella sala consiliare del Comune, alla presenza del Sindaco Sergio Maccagnani e dell'Assessore alle relazioni esterne Alessandro Pirani.

Conferenza stampa - foto di gruppo di tecnici e amministratori

(da sinistra: il sindaco Sergio Maccagnani, la responsabile della rete civica Roberta Fregonese, Cesare Brizio di Red Turtle, l'assessore Sandro Pirani, Fabio Pignatti di Red Turtle, il responsabile del CED dell'Unione Reno-Galliera Emanuele Tonelli)

Accessibilità, flessibilità, diritti di proprietà sono i tre grandi temi che hanno guidato la progettazione e le scelte alla base della scelta di rinnovare la rete del Comune.

  • L’accessibilità è garantita dal sistema di sviluppo scelto, Plone, uno standard internazionale perfettamente in linea con le direttive italiane in materia (cosiddetta “legge Stanca”, dal Ministro che la firmò), e pensato specificamente per la Pubblica Amministrazione: la rete PloneGov, che raggruppa Enti Locali Italiani e Amministrazioni Centrali di tutto il mondo, dà la possibilità di condividere e scambiare informazioni e aggiornamenti tecnici. Un sistema accessibile, quindi, non solo per le persone con ridotte capacità di interazione telematica, ma anche per gli utenti: l’organizzazione dei contenuti per aree tematiche intende dare risposte direttamente ai cittadini, secondo le domande – servizi, informazioni, opportunità - che possono esprimere.
  • La flessibilità, poi, è garantita dall’estrema facilità d’uso del sistema, che consente al Comune e ai dipendenti di intervenire in corso d’opera modificando strutture e contenuti secondo quanto suggerirà l’uso, nei mesi e negli anni a venire, integrando con applicazioni sviluppate ogni giorno dalla comunità degli utilizzatori diffusa in tutto il mondo e messa a disposizione degli utenti. Un esempio di applicazioni integrabili nel sistema sono quelle che consentono di gestire contenuti quali video, foto, o la trasmissione in diretta (che nel nostro caso sarà concentrata sul Consiglio Comunale): già da subito sarà on line una nutrita pagina multimediale, destinata a crescere nel tempo.
  • Infine proprietà: il sistema, a differenza di quando avveniva anche nel caso del Comune di Pieve in passato, è libero, in pratica quindi la collettività non deve pagare canoni o altri oneri per usarlo e disporre delle informazioni contenute, oggi perfettamente integrate con gli altri applicativi.

Un grande salto nel futuro per Pieve, quindi, primo Comune tra quelli della Provincia di Bologna ad accettare la sfida, tra i primissimi dell’Emilia-Romagna. Ora la parola agli utenti.

 
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