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Ritorna la piralide del bosso

Come combatterla preservando le api
Ritorna la piralide del bosso

In questi giorni sono ricomparse le larve (bruchi) di piralide del bosso che nel 2015 hanno provocato ingenti danni a questa specie ornamentale, diffusa soprattutto in parchi e nel verde cimiteriale.

L’insetto compie tre o quattro generazioni in un anno e trascorre l’inverno come larva in un bozzolo tra le foglie delle piante colpite.
Le larve riprendono a nutrirsi all’inizio di aprile erodendo le foglie e, una volta completato lo sviluppo, danno origine alla prima generazione di adulti nel mese di giugno.
Le generazioni successive possono provocare danni fino alla fine dell’estate.
Le infestazioni primaverili possono coincidere con la fioritura del bosso, molto attrattiva nei confronti delle api e di altri insetti impollinatori.
Nei casi in cui la potatura o le precedenti infestazioni non abbiano compromesso completamente la fioritura della pianta, è quindi opportuno adottare misure di lotta alle larve di piralide che siano rispettose di tutti gli organismi utili.

Come riconoscere le piante attaccate

Le piante attaccate nel 2015 risentono ancora delle forti defogliazioni patite nel corso di tutta la stagione vegetativa. Le larve si possono quindi rinvenire sulla nuova vegetazione e si riconoscono dalle sottili ragnatele bianche che avvolgono le foglioline e dalle rosure sulle foglie.
Le larve appena nate si nutrono della pagina inferiore delle foglie, lasciando intatta quella superiore, mentre le larve mature attaccano l’intera lamina fogliare, lasciando intatta solo la nervatura centrale. Le larve, che a maturità raggiungono i 3-4 centimetri, hanno capo nero e corpo verde giallastro con punti neri.

piralide del bosso - falena

Come combatterla preservando l’ambiente

Su piante piccole e in caso di deboli infestazioni è possibile far cadere i bruchi scuotendo la pianta. I bruchi caduti andranno raccolti e soppressi.
Nei giardini privati e per controllare forti infestazioni si possono utilizzare insetticidi microbiologici a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki, un batterio che, se ingerito dalle larve, ne provoca la morte in breve tempo. Questi prodotti non sono particolarmente tossici per l’uomo e non pregiudicano la vita delle api e degli altri organismi utili.

Durante i trattamenti vanno eseguite le seguenti istruzioni:
• Realizzare una buona bagnatura della pianta per colpire le larve nascoste fra le foglie più interne delle siepi.
• Impiegare volumi medio alti e ripetere il trattamento qualora si verifichi una pioggia intensa nelle sei ore successive.
• In presenza di acqua con pH alcalino è opportuno acidificare la soluzione acquosa.
• Eseguire il trattamento nelle ore serali e ripeterlo, con le stesse modalità, a distanza di qualche giorno.
• Evitare di trattare in presenza di fiori sulla pianta. I formulati a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki sono innocui per le api e per i pronubi selvatici, ma durante il periodo della fioritura la legislazione regionale vigente (art. 15 della Legge regionale n. 35 del 25 agosto 1988, Decreto Regionale 4 marzo 1991 n.130) vieta qualsiasi trattamento con insetticidi.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del Servizio Fitosanitario Regionale o contattare i tecnici del C.A.A. “Giorgio Nicoli” S.r.l. allo 051/6802227.

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