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Accoglienza profughi

La nostra comunità ospita alcuni ragazzi
Accoglienza profughi

In relazione al perdurare dell'eccezionale afflusso di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, nell’ambito del Protocollo nazionale, la Prefettura di Bologna ha indetto un bando per l’affidamento del servizio di accoglienza di “cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale nel territorio della provincia di Bologna”. Obiettivo del bando è stato l'affidamento dei servizi di accoglienza, assistenza ed integrazione dei cittadini stranieri giunti sul territorio nazionalea seguito degli sbarchi sulle coste italiane, anche attraverso il reperimento di alloggi idonei alla loro accoglienza.

Il bando è stato rivolto ad “associazioni, fondazioni, enti ecclesiastici, enti pubblici e del privato- sociale che abbiano nei propri fini istituzionali quello di operare in un settore d’intervento pertinente con l’oggetto della gara, nonché i soggetti indicati all’articolo 34 del D.Lgs.163/2006 e ss.mm.ii”. 

La Prefettura ha concluso in questi giorni l’istruttoria delle offerte ricevute, comunicandoci oggi che tra le offerte accolte vi è anche quello pervenuto dalla Cooperativa sociale Lai Momo, che ha presentato un progetto di accoglienza per sei profughi, provenienti da Senegal e Guinea, che sono stati ospitati in un appartamento, reperito autonomamente dalla Cooperativa stessa, di proprietà dell’Istituto Diocesano sito a Pieve di Cento.

I richiedenti protezione umanitaria, in arrivo oggi nella struttura reperita dalla Cooperativa, saranno interamente sostenute e gestite, nel loro percorso, dalla Cooperativa aggiudicataria, in costante contatto e aggiornamento coi servizi sociali.

Per rafforzare la reciprocità e il rispetto per la nostra comunità che, così, accoglie queste persone, anche a Pieve di Cento si darà seguito al Protocollo regionale sulle attività di volontariato per richiedenti asilo (sottoscritto, oltre che dalla Regione Emilia-Romagna, dal Terzo Settore, dalle Organizzazioni sindacali, dalla Cooperazione sociale e dall’Anci). Sulla base degli accordi e delle norme sottoscritte, i profughi accolti a Pieve daranno il proprio contributo volontario al territorio che li ospita: lo faranno attraverso piccoli lavori di cura del territorio (pulizia di strade e fossi, cura dei giardini pubblici, esecuzione di piccoli lavori di manutenzione negli edifici pubblici, ecc.). Anche in questo modo si rafforzerà la strategia d’accoglienza, favorendo  la coesione sociale e contribuendo alla prevenzione e al superamento delle cause dei conflitti e al miglioramento generale delle condizioni della sicurezza pubblica.

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