Antonio Mosca

Pittore (1870-1951)

Antonio Mosca(Pieve di Cento, 27 maggio 1870 – Bologna, 29 maggio 1951)

Artista completo, si cimentò sia nell'affresco che nella pittura a olio, dove - nei diversi generi del ritratto, del paesaggio e della natura morta - conseguì ottimi risultati molto apprezzati in ambito regionale e nazionale.

Nato da Giovanni Battista e da Maria Luigia Parmeggiani, entrambi di umili origini, dopo gli obblighi di Leva usufruì per circa un anno e mezzo di un sussidio del Consiglio Comunale di Pieve di Cento, proveniente dal Pio Legato Melloni, già destinato a Giuseppe Zacchini (1872-1944) - che in quel periodo si trovava sotto le armi - e questo gli permise di frequentare l'Accademia di Belle Arti di Bologna negli anni 1894-1896. La breve esperienza accademica gli servì per affinare l'arte del ritratto che già padroneggiava da autodidatta, ma certamente fu vissuta con insofferenza dei canoni accademici. Per l'alto profitto del primo anno accademico (1894-1895) gli fu conferita la "Medaglia nella figura".

All'inizio del 1900 Antonio fissa la sua residenza a Bologna dove il 10 luglio 1901 sposa Amedea Amalia Maria Stanzani (1878-1957), da cui ebbe tre figli. Uno dei due testimoni di nozze fu Francesco Fabbri, decoratore, suo collaboratore nella coeva decorazione del catino della cupola della Chiesa di San Pietro di Castello d'Argile.

Nel 1905 dipinge il catino della cupola e l'abside della chiesa di Santa Maria Maddalena in via Zamboni, 49 a Bologna in collaborazione con il figurista Domenico Ferri (1857-1940). 

La sua attività si espletò anche in diverse chiese dell'Emilia-Romagna, Umbria e Trentino-Alto Adige (parrocchiale di Tuenno). Il critico d'arte professor Vittorio Fabris segnala lavori di decorazione del pittore Antonio Mosca a Borgo Valsugana, Trento, nella cappella della Immacolata ivi esistente, riferibili all'anno 1905.

Fu autore di un Trattato di prospettiva teorico-pratico-dimostrativo premiato alla Esposizione di Milano che a Parigi vinse anche il Gran Prix e ottenne la Medaglia d'oro come ci informa L'Illustrazione di Bologna del 30 giugno del 1913.

Nel 1912-1913 dipinse il ritratto di re Nicola I del Montenegro per il Comitato pro-feriti montenegrini delle Guerre balcaniche. Ritratto recensito sempre da L'Illustrazione di Bologna del 30 giugno 1913 e definito bellissimo ma di cui si sono perse le tracce.

Nel 1914 è chiamato a Tuenno, nell'allora Tirolo austriaco, per eseguire lavori di decorazione della locale Parrocchia.

Il Comune di Pieve di Cento nel 1924 lo incarica della decorazione dell'Orologio Pubblico posto sulla fronte del Palazzo Comunale.

Fu collezionista e amante della pittura del 1600.

Morì nella sua casa di Bologna il 29 maggio 1951 all'età di 81 anni dopo una vita operosa. Il suo epitaffio fu: Dedicò interamente la vita all'Arte e al Bello. I funerali si svolsero nella Basilica di San Domenico a Bologna. Fu seppellito nel cimitero della Certosa di Bologna.