Alice Zeppilli

Soprano (1885-1969)

Alice ZeppilliNata il 28 agosto 1885 a Mentone (F), figlia di Nicola, marchigiano di Fermo, direttore dell’orchestra del Casinò di Montecarlo, dove, a soli diciotto anni interpretò il ruolo di Gilda nel Rigoletto, con Caruso, Duca di Mantova.

La sua carriera, rapida ed intensa, la vide calcare le scene dei più importanti teatri, non solo in Europa: Venezia, Bucarest, Atene, Londra, Parigi, Buenos Aires, fino all’Egitto (dove conobbe colui che sarebbe diventato suo marito) e al Messico. Dal 1906 al 1914  fu un’autentica star negli Stati Uniti, da Philadelphia, a Chicago,  a Boston, fino, ovviamente, a New York. Qui nel 1913 sposò Giuseppe Alberghini, primo violoncello nell’orchestra di Chicago, nato a Pieve nel 1879, fratello maggiore dello scultore Antonio. Nel 1915 la Zeppilli abbandonò gli States  per seguire in Italia il marito chiamato alle armi.

Durante gli anni del conflitto il suo nome continuò ad apparire sulle locandine dei teatri francesi e italiani, fino a quel momento, questi ultimi, un po’ trascurati (Milano, Napoli, Parma, Roma, Torino). Al fronte Alberghini conobbe Gabriele D’Annunzio, suo capitano, e iniziò una splendida amicizia che durò anche dopo il conflitto: ne sono testimonianza le bellissime lettere inviate ai coniugi. Finita la Grande Guerra la coppia si stabilì definitivamente a New York, sulla 57° strada: Alice riprese ad  esibirsi per il pubblico americano, in opere e concerti, e, soprattutto, si dedicò all’insegnamento del canto, Giuseppe suonava nelle più importanti orchestre, anche al Metropolitan. Nel 1920 gli Alberghini fecero costruire una villa  a Pieve, situata in Via Cento poco fuori Porta, che utilizzarono come residenza estiva.

A poco a poco gli impegni artistici iniziarono a diradarsi, l’ultima esibizione della Zeppilli  risale al 1926, negli USA. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1954, si trasferì definitivamente a Pieve, raggiunta dal fratello Pierre. Qui rimase fino al 1969, anno della sua scomparsa. La sua collaboratrice domestica, Giuseppina Melloni, divenne proprietaria della villa. Nel 2000 la Signora Melloni, con un gesto di grande generosità verso la sua città, ha donato al Comune tutti i beni che compongono il prezioso patrimonio Zeppilli-Alberghini, fra i quali possiamo annoverare un pianoforte americano Benedict (anni ’20) ritratti, dischi, fotografie che ritraggono la coppia insieme a personaggi famosi (Caruso, suo partner in varie rappresentazioni e la Callas, solo per citarne alcuni), costumi di scena, giornali e riviste dell’epoca, nonché le lettere autografe di G. D’Annunzio.

Hanno scritto i critici: “la Zeppilli cantava con gusto incantevole, aveva sembianze assai giovanili, ciò le valse successi indiscutibili nel repertorio di soprano lirico leggero, da Susanna a Musetta, a Zerlina a Micaela, poi, ancora, Marguerite,  Norina”. “In un secondo momento, con il graduale irrobustimento del timbro, ampliò il repertorio, fino ad abbracciare i ruoli di Violetta, Butterfly, Fedora e persino Tosca”. Da ricordare  la sua interpretazione di tutti i tre ruoli femminili ne “Les contes d’Hoffmann” di J. Offenbac e quello di Alice Ford nelll’’ultimo capolavoro di G. Verdi “Falstaff”.