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Pinacoteca civica

Pinacoteca comunale2
Piazza A.Costa, 10
Servizio Musei, teatri e turismo 051 8904821 
Aperture: domenica e festivi 10.00-13.00 / 15.30-18.30
giugno e luglio 10.00 - 13.00 / 16.30 - 19.30
chiuso agosto, Natale, Capodanno, Pasqua
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Non accessibile alle persone con disabilità.

PER VISITARE I MUSEI DI PIEVE DI CENTO DEVI MUNIRTI DEL BIGLIETTO UNICO MUSEI. 

TARIFFE ED INFO>>

La Pinacoteca Civica è stata istituita nel 1980. Sita nella centrale piazza Andrea Costa, ha sede in un edificio settecentesco accanto ad altri servizi culturali come la biblioteca di pubblica lettura, l'archivio storico e l'antica biblioteca del Collegio degli Scolopi. Tutti questi istituti, riuniti in un'unica sede, formano il Centro culturale Vladimiro Ramponi.

I cataloghi della Pinacoteca sono stati pubblicati a conclusione di un'organica campagna di restauro e di studio su tutto il corpus del patrimonio artistico locale. 

Nel maggio 2013, a seguito di un restauro reso necessario dai danni provocati dal sisma del maggio 2012, la Pinacoteca riapre al pubblico con un rinnovato allestimento, e l’introduzione di alcune opere di proprietà comunale prima conservate nella Collegiata di Santa Maria Maggiore. 

Il percorso di visita è così articolato:

Le testimonianze più antiche

composte delle opere provenienti dalle soppresse chiese e confraternite, documentano la forte presenza laica e religiosa, l'impegno solidale verso bisognosi e pellegrini, e il transito di molti e significativi artisti nella territorio di Pieve di Cento.

Ne sono esempio:

- i quattro Antifonari Miniati di ambito bolognese, risalenti ai sec. XII - XIV, e preziosa documentazione della vita liturgica della Pieve di Cento (una delle prime chiese del territorio bolognese);

- il Trittico della Crocifissione, altarolo per la devozione domestica , opera della fine del '300 di Simone de' Crocifissi;

- la Madonna con Bambino, in legno policromo del sec. XIV, reliquiario a statua, verosimilmente traccia del passaggio di pellegrini provenienti dalla Spagna diretti a Roma o in Terrasanta, accolti dalla comunità pievese;

- l'ancona lignea del 1586 e dipinti di autori cinquecenteschi, tra i quali l'opera del ferrarese Ippolito Scarsella, lo Scarsellino.

Gli allievi del Guercino

ovvero una raccolta di opere dei collaboratori e pittori di osservanza del maestro centese, tra cui:

- la Creazione di Adamo, del tedesco Matteo Loves;

- la tela attribuita a Benedetto Zallone raffigurante la Madonna con Bambino che appare a San Pietro, San Francesco d'Assisi, Sant'Orsola e la committente;

- Sant'Elena che ritrova la vera Croce con San Lorenzo e San Macario, pala d'altare riferibile a Iacob Hase;

- il San Girolamo scrivente, di Giovan Battista Monti.

- il Cristo e la Samaritana, di recente esposizione presso la Pinacoteca, e precedentemente depositata presso la Collegiata di Santa Maria Maggiore fino al sisma del 2012;

- il Transito di San Giuseppe, di Giuseppe Maria Ficatelli, opera "salvata dal terremoto", che fino al 2012 era conservata nella sacrestia del Crocifisso della Collegiata.

Il lascito di Luigi Galuppi all'Opera Pia

pervenuto in Pinacoteca nel 1941, ha di rilevanza le due tele di Giuseppe Zola, protagonista del Settecento ferrarese: Paesaggio con ritrovamento di Mosè e Paesaggio con torrente, alberi ed edifici rustici. 

La quadreria 

composta di opere di scuola bolognese e ferrarese, presenta una disposizione non secondo criteri cronologici ma accostamenti in base alle dimensioni delle tele, agli effetti cromatici, di cui la quadreria Zambeccari di Bologna ne è modello.

Di rilievo sono le quattro tele, deposito della Pinacoteca Nazionale di Bologna, realizzate da Giuseppe Marchesi, detto il Sansone. Il ciclo unitario, eseguito nel 1756, comprende: Un uomo assalito dai ladroni, Un uomo ferito viene soccorso da un samaritano a cavallo, Un uomo ferito posto sul cavallo viene condotto in una locanda e si completa con Un uomo ferito e denudato non è soccorso dal sacerdote

Appartenente al primo nucleo di tele con le quali fu istituita la Pinacoteca, nel 1941, è la Maddalena addolorata di Luigi Baraldi, pittore e restauratore pievese. 

La donazione Masi

composta delle opere donate del docente di filosofia e appassionato di storia, arte e letteratura, Giuseppe Masi.

Di particolare pregio sono alcune tavolette di rame dipinte tra il '500 -'600, alcuni esempi di "dipinti da camera", un dipinto di grandi dimensioni raffigurante l'Educazione della Vergine, della prima metà del XIX sec, riferibile ad un autore spagnolo ed infine il superbo ventaglio con la scena de L'allattamento di Giove, raro esemplare con stecche lavorate in madreperla,  dei primi del '600.

Le sculture di Antonio Alberghini

( Pieve di Cento 1888 - 1979 ), allievo del Barbieri e amico di Morandi, la cui attività di ritrattista e' espressa nei solenni e monumentali busti di San Giorgio e del Pastore, o nelle delicate figure femminili , nelle terracotte Leda e il cigno e Nudo disteso, o nell'imponente gesso Donna con il bambino, che ne esemplificano l'incessante attenzione per la persona umana. 

Collezioni contemporanee

Fin dalla sua nascita, nel 1980, la Pinacoteca civica è stata oggetto di consistenti donazioni di opere d'arte. 

Tra gli artisti presenti vanno ricordati Nicola Zamboni, Mauro Mazzali, Graziano Pompili, Guglielmo Vecchietti Massacci, Vittorio Mascalchi, Adriano Boni, Gianni Cestari, Pier Paolo Campanini, Sergio Zanni, Luigi Veronesi, ed artisti cinesi, catalani e di altre nazioni.

Tra le più cospicue donazioni, la collezione Efrem Tavoni, di 265 opere provenienti dal famoso Morgan's Paint, premio che raccoglie acqueforti, xilografie, litografie e disegni provenienti da Europa, Africa, Cina, Giappone e Australia. 

Numerosissime anche le opere donate da Amelia Pozzati, nipote dell'artista Severo Pozzati, olii, stampe, fantastici manifesti storici e statue in bronzo.

Dello stesso Pirro Cuniberti sono lascito le 130 opere di cui disegni, bozzetti per un parco pubblico cittadino, masoniti, e l'invenzione degli abiti della maschera del nostro carnevale Barbaspein.

Norma Mascellani ha lasciato al Comune 22 dipinti che ritraggono Venezia, San Luca, la marina tra Ferrara e la Romagna, e alcune incisioni e disegni.

Infine Velda Ponti ha donato una ventina di grandi tele che arricchiscono non solo gli spazi della Pinacoteca ma anche alcune sale del Municipio.

Vetri d'autore

Donazioni di altrettanto spicco sono i "gioielli"d'arte in vetro provenienti dai lasciti di Maria Gioia Tavoni, di Stefano Benfenati, del Dott. Giorgio Andreoli e l'ultima, del 2015, della Prof.ssa Maria Elvira Bargossi Onofri

Nelle vetrine della Pinacoteca sono raccolti: vetri veneziani degli anni '30, splendide manifatture di Murano degli anni '20, esempi di scuola scandinava, quali vetri Orrefors, opere di artisti francesi come Emile Gallè, dei fratelli Daum, Charles Schneider, Sabino e René Lalique, a cui si affiancano esemplari della contemporanea scuola del vetro boema, manifatture Johan Witwe Lötz di Klastersky, Mlyn e Moser di Karlsbad ed infine un'intera vetrina di manufatti creati su disegni di Alberto Martini, e creazioni in pasta vitrea di Pino Signoretto.

 

CATALOGHI:

La Pinacoteca Civica di Pieve di Cento - Collezioni comunali del Novecento, a cura di Silvia Evangelisti, presentazione di Francesco Vincitorio, Nuova Alfa Editoriale, Comune di Pieve di Cento, Assessorato alla Cultura 1989.

La Pinacoteca Civica di Pieve di Cento: Catalogo Generale, a cura di Rosalba D'Amico e Fausto Gozzi, presentazione di Andrea Emiliani, Comune di Pieve di Cento, Assessorato alla Cultura 1985 (esaurito)

La Pinacoteca civica di Pieve di Cento - Catalogo delle opere dal XIII al XIX secolo, a cura di Elena Rossoni, Minerva Edizioni, Comune di Pieve di Cento, Assessorato alla Cultura 2004 (disponibile)


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