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Museo della Musica

Museo della liuteria
Teatro Comunale “Alice Zeppilli”
Piazza Andrea Costa 17
Servizio Musei, teatri e turismo 051 8904821
URP 051 6862611
Aperture: domenica e festivi, 10.00-13.00 e 15:30-18:30 e su appuntamento
Accessibile alle persone con disabilità (ascensore)

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Il Museo della Musica è ospitato presso i foyers del Teatro comunale dedicato ad Alice Zeppilli, soprano e moglie di Giuseppe Alberghini, violoncellista di origine pievese, entrambi interpreti di una vita artistica espressa nei più prestigiosi Teatri mondiali, specie negli Stati Uniti dove hanno vissuto a lungo.

La vita musicale a Pieve di Cento si è espressa da tempi molto antichi con interpreti e modi diversi, e la raccontano le testimonianze e gli strumenti musicali esposti lungo il nuovo allestimento presso le sale del Museo. Dalla tradizione campanaria alla banda, in attività fino al 1999, dalle botteghe liutaie (Carletti, Gotti, Gamberini..) fino all'attuale Scuola di Liuteria presso Porta Ferrara, che forma ogni anno numerosi appassionati.

Un'ampia sala è inoltre dedicata alla collezione di strumenti realizzati da Luigi Mozzani, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento, il cui completamento si trova presso il Teatro comunale di Cento.

Con il riallestimento del Museo, a seguito della chiusura causata dalla ristrutturazione dei danni del sisma del 2012, anche la collezione Zeppilli donata da Giuseppina Melloni, erede testamentaria, trova posto in una sala dedicata al 2° piano, dove oltre ad essere esposti vari cimeli della soprano e del marito violoncellista Alberghini, è stato anche riprodotto un camerino con gli arredi e gli accessori originali della celebre cantante.

Oltre al Museo, anche il Teatro merita una sosta: raro esempio di luogo per spettacoli sorto all’interno di un Palazzo Comunale, nato nella seconda metà del 1700 come teatro della sala rinasce in forma di teatro all'italiana su progetto dell’ingegnere centese Antonio Giordani (1813- 1897) e viene inaugurato il 25 agosto 1856 con il Trovatore di Giuseppe Verdi.
Il Teatro ha vissuto anni di splendore per la qualità degli eventi e il prestigio di ospitare i migliori nomi del bel canto, con incredibile affluenza di pubblico conoscitore e critico. Gli eventi bellici, le conseguenti peggiorate condizioni economiche e le nuove norme per la sicurezza imposero la chiusura per lunghi periodi. Nel 1954 il Teatro riaprì per l’iniziativa di un gruppo di cittadini, “Il Circolo del Voltone”, che a proprie spese e in accordo col Comune riparò i danni prodotti dalle truppe tedesche. Dopo una decina d’anni dovette essere chiuso definitivamente per inadeguatezza dei sistemi di sicurezza. Dopo 40 anni di attesa il Teatro ha riaperto i battenti nel 2003: completamente restaurato ha ritrovato anche la collocazione del suo originale e bel sipario di Adeodato Malatesta che rappresenta Esopo che racconta ai pastori e il ritorno dei pregevoli arredi d’epoca.

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